LA REALTÀ DIETRO IL SOGNO DI SETTE ANNI INDIMENTICABILI (1966/1973): FATTI, TRIONFI, TRAGEDIE, MA SOPRATTUTTO MUSICA

L’ESTATE INFINITA

di Paolo Fusi ed Emanuele Cannatella
con Augusto Ferretti, Emanuele Cannatella, Paolo Fusi, Matteo Marchi, Leonardo Marcucci
direzione tecnica Manuel Chiatti
consulenza artistica Carlotta Piraino
musiche originali di Paolo Fusi
arrangiamenti di Leonardo Marcucci
immagini di Alessandro Galluzzi, Vera Suprani e Claudio Oliva
costumi di Le CostuMistiche

LA REALTÀ DIETRO IL SOGNO DI SETTE ANNI INDIMENTICABILI (1966/1973): FATTI, TRIONFI, TRAGEDIE, MA SOPRATTUTTO MUSICA


      


È IN USCITA IL LIBRO "L'ESTATE INFINITA", DI PAOLO FUSI, EMANUELE CANNATELLA ED ALESSANDRO GALLUZZI. POTRETE ORDINARE IL VOLUME ALL'INDIRIZZO EMAIL PAOLO@LOGOSPRODUCTIONS.DE, OPPURE ACQUISTARLO DURANTE I CONCERTI DEL TOUR.

           



Mi ricordo bene. Era un’estate, una lunga, lunghissima estate, un’estate infinita. Anche sotto la pioggia splendeva un sole allegro, morbido, un vento frizzante portava profumi di patchouli e marijuana, di pino silvestre e salsedine, di libertà e speranza. Era iniziata con l’abolizione della censura, nel gennaio del 1966, e con l’elezione del primo nero a ministro degli Stati Uniti. Un’estate turbinosa, di grandi amori ed odi inestinguibili, di marce e sassaiole, di fiori nei cannoni, di vestiti sgargianti, coloratissimi, folli. In quell’estate, che durò sette anni, credemmo di avere non solo la gioventù, ma anche la verità in tasca. Tutto sembrava semplice, possibile, meraviglioso, la felicità a portata di mano. Avevamo canzoni stupende, come non ce ne sono più state, e nel nostro gioioso danzare ignorammo tutti i segnali che invece dicevano: guerra, inquinamento, sangue, fatica, repressione, umiliazione, fascismo, miseria. Non siamo qui a piangere la nostra nostalgia o a pentirci per il nostro stolto bisogno di semplificazione. Questi sono errori che fanno tutti i giovani, sempre, da sempre, per sempre. Siamo qui a cantare quella indimenticabile estate, perché non bisogna solo ricordare le cose brutte, si deve ricordare anche il bello. Raccontando, suonando, contestualizzando. Senza sguainare i nostri indici da saccenti, ma rispolverando quei nostri vestiti sgargianti, il nostro sorriso, la nostra timida spavalderia. Sarebbe bello se capissero tutti: in fondo era un'estate da cicale, era semplicemente un’estate infinita. Dopo siamo stati scacciati dall’Eden e precipitati nell’incubo che stiamo vivendo ora. Fummo figli dei fiori, ora ne siamo nonni. Evviva.